In un'atmosfera d'altri tempi, potete trovare ambienti d'incontro per la cultura e l'ospitalità, all'interno di un antico convento ristrutturato ed attrezzato con le più moderne tecnologie

Il Centro ospita gruppi, singoli e famiglie, offrendo loro la possibilità di soggiornare in un ambiente riservato e sereno nel centro storico di Venezia, proprio dietro alle Gallerie dell’Accademia, con un affaccio diretto anche alle Zattere sul Canale della Giudecca.

L’intero complesso si sviluppa attorno a tre chiostri settecenteschi ed ad un chiostro quattrocentesco con annessa la Chiesa di Santa Maria della Visitazione; per la sua vastità, la sua architettura, i suoi giardini ed il suo silenzio, rappresenta un’oasi all’interno della città: qui anche gli ambienti parlano, creano atmosfera e suscitano emozioni.

IL NOSTRO VIDEO...

Vi farà scoprire le meravigliose atmosfere, l’incredibile patrimonio artistico del Centro Culturale Don Orione Artigianelli e la magia di Venezia.

In città

alt
April 19, 2019

Il 25 aprile a Venezia si celebra la Festa di San Marco, santo patrono della città. È una festa particolarmente sentita dai veneziani: in questa giornata, infatti, è ancora viva l’usanza secolare di donare un bocciolo di rosa – bòcolo in veneziano – alla propria amata, tant’è che la ricorrenza è anche detta Festa del Bòcolo.

Le reliquie di San Marco San Marco è il patrono di Venezia da quando le sue reliquie sono arrivate in laguna nell’828, dopo essere state avventurosamente traslate da Alessandria d’Egitto. In un primo tempo le reliquie vengono collocate presso un angolo del Palazzo Ducale, in attesa della realizzazione della nuova basilica che le avrebbe ospitate. Nel 1063, il Doge Domenico Contarini commissiona la costruzione dell’attuale Basilica di San Marco per conservare le spoglie dell’Evangelista, che vengono poste all’interno della cripta e qui rimangono fino al 1811, anno in cui sono definitivamente traslate sotto l’altare maggiore. La cripta, da allora, è utilizzata solamente come luogo di sepoltura dei Patriarchi di Venezia.

Il Campanile di San Marco Ma il giorno di San Marco è una data importante anche per la storia del Campanile, il paron de casa, come lo chiamano i veneziani. La fondazione del Campanile di San Marco, alto 98 metri, ha inizio nel XII secolo; dopo quasi mille anni, il 14 luglio 1902, il campanile crolla rovinosamente. La ricostruzione viene avviata il 25 aprile 1903, con la posa della prima pietra, e viene restituito alla piazza il giorno di San Marco del 1912.

Andar per rose Se siete a Venezia in questi giorni, non mancate di visitare uno dei cinquecento giardini della città. In primavera, la rosa, sovrana indiscussa dei giardini veneziani, offre ai passanti romantiche fioriture e pittoreschi scorci. Per scoprire dove trovarle date un’occhiata a questo articolo della scrittrice Mariagrazia Dammicco o affidatevi a una delle tante guide o accompagnatori abilitati che vi potranno svelare leggende e segreti di questa millenaria città.

Fonte: "DeTourism"
alt
April 15, 2019

La Laguna di Venezia rivela, a quanti hanno voglia di cercarli, luoghi straordinari, che per secoli sono stati protagonisti di alcune tra le più particolari vicende della storia della Serenissima. Come i Lazzaretti, due piccole isole in cui venivano trattenuti in isolamento le navi, gli equipaggi e le merci sospettati di contagio della peste, prima di entrare in città. L’isola del Lazzaretto Vecchio, nella Laguna Sud, era un vero e proprio luogo di detenzione delle persone infette, mentre l’isola del Lazzaretto Nuovo, nella Laguna Nord, aveva la funzione di luogo di quarantena. Dal Settecento, sotto il dominio napoleonico e austriaco, le isole vennero utilizzate a scopo militare. Dagli anni Settanta del Novecento furono poi dismesse e oggi sono state finalmente aperte al pubblico grazie agli interventi realizzati da più associazioni veneziane.

 

L'isola del Lazzaretto Vecchio

Il lazzaretto che sorgeva sull'isola di Santa Maria di Nazareth, vicino al Lido, fu il primo ospedale al mondo per malati di peste, istituito dalla Serenissima nel 1423. Sembra che il termine lazzaretto, in seguito adottato per indicare un luogo di ricovero per malati contagiosi, derivi dalla corruzione in Nazzaretto di Nazaretum, l'antica denominazione dell'isola. Oggi l'accesso al Lazzaretto Vecchio è possibile solo in occasione delle aperture straordinarie al pubblico. Le prossime saranno domenica 14 aprile e domenica 12 maggio. Dopo l’estate, le aperture previste sono domenica 22 settembre e domenica 6 ottobre, le prenotazioni si aprono a giugno.

 

L'isola del Lazzaretto Nuovo

Tutti i week-end fino al 27 ottobre si può esplorare l'isola del Lazzaretto Nuovo con un tour guidato di due ore. La visita comprende un percorso storico–archeologico interno alla cinta muraria e il sentiero delle barene, inaugurato da appena una settimana, una passeggiata naturalistica guidata da pannelli didattici che permette di osservare da vicino l'ambiente più prezioso della laguna, le barene, piatte distese di terra che vengono sommerse dall'acqua durante le alte maree, oggi a rischio di scomparsa. Il sentiero, di circa un chilometro, ripercorre il vecchio giro di ronda delle sentinelle, e sale sui bastioni ottocenteschi, da dove si abbraccia con lo sguardo tutta la laguna di fronte a Venezia.

alt
April 05, 2019

Venezia si lascia scoprire in modo diverso da ogni visitatore. Basta addentrarsi in una corte, attraversare un ponte o percorrere una calle per ritrovarsi di fronte ad una chiesa più appartata, un museo insolito, un antico chiostro o un giardino segreto. Proprio questo è lo spirito della Su e Zo per i ponti, la tradizionale camminata all’insegna della solidarietà e della beneficienza. L'edizione di quest'anno è domenica 7 aprile, ma la novità del 2019 è che per tutto il week-end i partecipanti potranno visitare ad un prezzo ridotto numerosi musei e luoghi d’interesse - dai Musei civici a Palazzo Grassi, dalle Chiese del Circuito Chorus al Negozio Olivetti del FAI, dalla Scala Contarini del Bovolo all'Oratorio dei Crociferi – esibendo semplicemente il cartellino d’iscrizione. Tra i tanti modi per scoprire Venezia a piedi, oltre ai due percorsi della Su e Zo, uno da 12 e uno da 6,5 chilometri, entrambi con arrivo in Piazza San Marco, vi suggeriamo l'itinerario culturale, consultabile sulla APP SUeZo e sulla mappa cartacea dell’evento, che ripercorre la vita di Tintoretto, a 500 anni dalla nascita di questo artista indissolubilmente legato alla storia di Venezia e definito da Giorgio Vasari il più terribile cervello che abbia mai avuto la pittura. Il percorso vi guida attraverso i luoghi dove l’artista ha vissuto e dove sono custoditi i suoi capolavori, iniziando dagli imponenti cicli pittorici nella Scuola Grande di San Rocco fino alla Chiesa della Madonna dell’Orto, dove è sepolto. Oltre a questi luoghi più noti, sarete accompagnati alla scoperta di altri meno conosciuti ma di eguale pregio, come la casa-atelier dove Tintoretto ha abitato per almeno vent'anni, e le chiese di San Cassiano e di Santa Maria Mater Domini.

alt
March 29, 2019
Mostre, eventi, spettacoli teatrali: a Mestre non mancano le cose da fare all’insegna della cultura!
  • L’innovativo M9 Museo del Novecento propone un percorso multimediale e interattivo alla scoperta della storia italiana dell’ultimo secolo. Tutte le domeniche, alle ore 11.30, sono disponibili le visite guidate all'esposizione permanente e alla mostra temporanea L'Italia dei fotografi. 24 storie d'autore. Per partecipare non è necessario prenotare; il costo della visita è di 5 euro, oltre al biglietto d’ingresso.
  • La mostra fotografica Turbulent America di Jean-Pierre Laffont, in esposizione fino al 30 maggio 2019 al Centro Culturale Candiani, è un ampio ritratto degli USA visti con gli occhi di un fotografo francese. Laffont arriva a New York nel 1965 e percorre gli Stati Uniti per più di tre decenni, da Manhattan agli Stati centrali, raccontando i cambiamenti radicali che hanno investito l’America in quegli anni.
  • Al Teatro Toniolo va in scena martedì 16 aprile alle 21 l’attesissimo CARMEN.maquia, l’ultimo appuntamento della rassegna internazionale di danza d’autore. Uno spettacolo della compagnia valenciana Titoyaya Dansa che rilegge il capolavoro di Bizet fondendo danza contemporanea, flamenco e paso doble alla pittura di Picasso e raccontando in modo non convenzionale le vicende della Carmen di Prosper Mérimée.
alt
March 25, 2019

Il 29 marzo il Ghetto di Venezia compie 503 anni: forse non tutti sanno che è il più antico quartiere ebraico del mondo, tanto che la parola “ghetto” deriva dal veneziano "geto" ossia fonderia: in quest'area un tempo sorgeva una fonderia appunto. Oggi il Ghetto, con le sue cinque sinagoghe, il Museo Ebraico e le altissime case-torri, è un vivo e frequentato rione della città, nel sestiere di Cannaregio. Esistono anche un asilo, una casa di riposo, una foresteria, due ristoranti e un panettiere dove acquistare e mangiare Kosher.

Per quasi tre secoli, dal 1516 al 1797, il ghetto di Venezia era un’area della città chiusa e gli ebrei non potevano abitare al di fuori dei suoi confini. Robusti cancelli chiudevano i due ingressi del Campo del Ghetto Nuovo e ogni sera gli abitanti dovevano rientrare e rimanere rinchiusi fino al mattino successivo. Con la caduta della Repubblica e l'avvento di Napoleone furono eliminate le discriminazioni nei confronti degli ebrei. Le porte del ghetto furono tolte così come l'obbligo di residenza.

Oggi si accede al ghetto attraverso tre ponti, ma in passato ve ne erano solo due: quello che conduce al rio della Misericordia non esisteva. Negli stipiti in pietra del sottoportico che conduce al Ghetto Vecchio rimangono ancora i segni dove si trovavano i cardini delle porte e dei cancelli che venivano richiusi al tramonto.

Il 1938, anno di promulgazione delle leggi razziali fasciste, vide gli ebrei privati dei diritti civili e l'inizio delle persecuzioni nazi-fasciste che a Venezia portò alla deportazione di 246 ebrei veneziani: di questi solo 8 fecero ritorno dai campi di sterminio.

Prima di una visita al Ghetto è utile consultare il sito della comunità ebraica, che riporta il calendario delle festività, l’itinerario al museo diffuso del Ghetto e molti testi sulla storia degli ebrei a Venezia.

NEL CUORE DI VENEZIA

mappa-home